Restauro delle abitazioni

Perchè un restauro

Abbiamo cercato un edificio da restaurare perchè riteniamo importante ridare valore a edifici già esistenti, con valore storico ed architettonico, sia un atto di rispetto verso il paesaggio urbano e agrario-naturale.
Pensiamo che ridare vita a edifici in abbandono o “rifiutati”, ha un valore culturale e di opposizione al consumo di suolo e all’abbandono di contrade e colmelli. Case vissute che celano tra le mura storie, emozioni, energie di chi le ha abitate per molti anni.

Il cantiere in parziale autocostruzione

Le prime operazioni di cantiere sono state lo smontaggio dei serramenti, la demolizione di tutti gli intonaci interni ed esterni, sopratutto quelli cementizi, l’accatastamento di coppi e tavelle del tetto, i saggi sulle fondazioni, la rimozione dei controsoffitti.
E quante sorprese!!
L’edificio come spesso succede ha attraversato davvero molte trasformazioni, tra cui sopraelevazioni, cambio di destinazioni d’uso (da stalla-cantina a cucina-sala) modifica dei fori, apertura e chiusura delle porte.

La cura della struttura in pietra e dei solai

Restaurare è un lungo e a tratti imprevedibile esercizio di cura. In particolare la struttura portante dell’edificio ha richiesto molti interventi di consolidamento quali: integrazione delle fondazioni in alcune zone, iniezioni di calce nel muro in pietra, ripristino tessitura muraria (tecnica cuci-scuci), posizionamento tiranti metallici con chiavi esterne, sabbiatura dei travi dei solai con sostituzione di alcuni elementi.
Inoltre con la realizzazione dei vespai e un lungo drenaggio all’esterno del muro a nord controterra si è migliorato l’isolamento dall’umidità di infiltrazione.

La scelta dei materiali

Grande attenzione si è posta nella scelta dei materiali, secondo i principi della bioarchitettura. Abbiamo scelto materiali per lo più locali, con attenzione alla salubrità e all’impronta ecologica utilizzando tavolati in legno di abete e larice, intonaci in calce naturale con sabbia erega non pigmentata, isolamento in canapa, il vetro cellulare riciclato per i vespai, il cocciopesto per i massetti, la fibra di legno per l’isolamento del tetto, il sughero per le pareti interne, il mattone pieno e la pietra per le integrazioni della muratura.

cosa manca? La cisterna per l’acqua piovana!